giovedì, settembre 01, 2005

Norvegia 2005 1° puntata

Sul traghetto da Puttgarden

L'incontro con Nunù e Uguzzo per me che che sono partito venerdì 5 col Baldo avviene lunedì 8 agosto allo sbarco del Numedalslagen, sotto una pioggia torrenziale; i due ci confidano che stanno prendendo acqua da una settimana...

Nonostante la voglia sia poca, la temperatura si aggira sui 9° centigradi, ci cambiamo approfittando di una breve interruzione della pioggia battente e ci imbarchiamo alla fine di un lago dove il fiume riprende velocità. Uguzzo la superburba indossa i pantaloncini dello Zambesi perchè non vuole bagnare la muta(!!) rabbrividisco al solo vederlo. Nonostante la pioggia la discesa è piacevole, il fiume un 3°/4° di volume (40-50 mcs) con belle rapide alternate a tratti di tranquillo scorrimento, una rapida di 4°+ poco dopo la partenza rappresenta il tratto clou, viene affrontata senza problemi. Bel fiume per entrare in sintonia con le caratteristiche dei fiumi norvegesi.

La rapida di 4°+ sul Numedalslagen

Tramonto ad Ejdfiord

Allo sbarco litigo furiosamente col Baldo per questioni di vil pecunia, anzi per commenti riportati su una questione di vil pecunia, ce ne diciamo di tutti i colori e non ci rivolgiamo più la parola per tutta le sera... cominciamo bene!

In serata l'Incredibile mette a punto un congegno per asciugare l'attrezzatura convogliando le scoregge di Uguzzo in un alambicco di cartone... il congengno funziona così bene che il mattino successivo ci svegliamo sotto un sole meraviglioso!

Il giorno dopo di buon'ora ci vede all'imbarco del Veig, un torrentazzo di 4°/5° di tipo alpino, con lunghe rapide tecniche e discreta spinta. Quì Nunzio si rende protagonista di un bel bagnone con perdita della pagaia che non verrà più recuperata, ma l'omo l'è salvo, sebbene un po' scosso.

Sbarchiamo intorno all'ora di pranzo al campeggio di Ejdfiord e dopo una pausa di ristoro ripartiamo per la discesa del Bjoreio, che sfocia poco più in là. La giornata è bellissima quindi invoglia. L'incredibile viene praticamente costretto a imbarcarsi perché bisogna risalire subito a cavallo e si disimpegna senza problemi. Il torrente ha più o meno le stesse caratteristiche del Veig ma è un po' più tranquillo, tranne un rapidone a qui abbiamo dato un bel 5°- proprio all'inizio.

In serata ci spostiamo a Voss, dove ci raggiungono Steve e Cristiano.

All'imbarco del Veig

Ugo sul Veig

Andreas sul Bjoreio

Mercoledì 10 ci rechiamo sul Raundalselva. Da principio sembra che il livello sia uguale o più basso dello scorso anno; è un'impressione ingannevole determinata dalla limpidezza dell'acqua. In realtà ci accorgiamo presto che c'è circa mezzo metro d'h2o in più della volta scorsa e il fiume è decisamente più impegnativo. In particolare al termine della prima goletta ci troviamo di fronte a una rapida che termina con un buco enorme, con grande ritorno, che occupa tutta la larghezza del fiume. Valutiamo che probabilmente si riesce a passare tutto a destra su uno stretto verme che si protende tra la parete di roccia e il bucone. Io e lo svizzero decidiamo di tentare ma non ci capiamo, così mentre in piena rapida pagaio con decisione per portarmi sulla destra, mi sbuca da una morta lo svizzero che ha iniziato a traghettare guardando a valle... gasp!! non riusciamo a evitare lo scontro e mentre lui riesce per un pelo a infilare il verme io mi incravatto su un tronco diagonale a monte dello stesso... per fortuna riesco a puntare la pagaia sul fondo e venirne via senza danni. Poco dopo su un lungo scivolo il Baldo flippa, tenta ripetutamente l'eskimo, fino al buco finale, e poi stappa (gli era uscito il ginocchio...). La canoa se ne parte per i fatti suoi, la inseguo per un tratto, ma quando il fiume entra nella seconda goletta non mi sento di infilarmici alla cieca e mi fermo. La ritroveremo più a valle, incravattata contro un sasso e, a recupero ultimato vedremo che il fondo è squarciato. Il Baldo prosegue la discesa svuotando e santiando... fino alla fine a onore e merito.

Nell'ultima goletta studio a lungo il rapidone di 6° che ho visto fare l'altr'anno a Guido e Albertone, la linea ci sarebbe anche, ma quest'anno c'è ancora più acqua, i buchi prima del salto sono grossi... alla fine rinuncio e trasbordo. Ma evidentemente il bagnone era scritto nel dna della discesa: proprio all'ultimo km su uno stupido imparco svizzero commetto l'incauto errore di chiedere a Patrik di darmi una spinta. Pronti: afferra la mia maniglia di coda e la solleva con violenza catapultandomi a faccia in giù due metri più sotto... Pazienza mi metto in posizione per l'eskimo ma quando emergo batto una zuccata su un bel tetto di roccia. Cazzo la corrente m'ha portato sotto un nicchione... stappo e per fortuna il tetto è abbastanza alto da permettermi di tenere la testa fuori, riappaio a nuoto ruminando improperi all'indirizzo del romanazzo nel sollievo generale di chi, da sopra, mi ha visto sparire per diversi secondi.

Il resto alla prox puntata.

Raudalselva

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